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    Management

    Con i Giochi del Mediterraneo la città cambierà il suo volto

    Aprile 29, 2020

    Non solo il via libera all’allestimento di un acquario modello Genova. Con il voto online della mascotte, la marcia verso l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto era già ricominciata da qualche settimana. Tra i fautori il direttore generale dell’Asset, l’Agenzia della Regione per lo sviluppo ecosostenibile della Puglia.
    Sannicandro, l’emergenza Covid quanto ha rallentato l’organizzazione dell’evento?
    «Il coronavirus ha bloccato gli incontri che erano stati programmati a livello governativo. Ma Regione e Comune di Taranto, anche durante il duro periodo attraversato, hanno continuato a guardare ai Giochi come ad un segnale di speranza e fiducia nel futuro di Taranto».
    Quali saranno i passi da compiere, nei prossimi mesi, per mettere in piedi un appuntamento così impegnativo e prestigioso?
    «La presentazione delle proposte per la scelta della mascotte di Taranto 2026 ha avuto il significato simbolico di ripartenza, un messaggio di ottimismo che guarda proprio ai bambini che sono il futuro di Taranto. Subito dopo il ministro Spadafora ha convocato una riunione in cui si stabiliranno gli impegni fra governo, Regione, Comune e Coni e nella quale si dovranno assumere iniziative concrete per utilizzare le risorse».
    Che ruolo gioca l’Asset nell’organizzazione?
    «L’Asset è un organismo tecnico messo in campo per supportare progetti strategici. Taranto rappresenta il luogo più strategico di tutti su cui concentrare gli sforzi. Nell’ultimo anno la città si è caratterizzata come laboratorio di idee innovative molto interessanti».
    Non c’è il rischio che con tutti i soldi nazionali e regionali dirottati sull’emergenza Covid i Giochi del 2026 rischino di essere penalizzati e definanziati?
    «Il governo ha rastrellato tutte le risorse disponibili per sostenere la crisi di famiglie e aziende ma lo Stato, l’Europa e la Regione Puglia hanno chiara la necessità di investire più soldi per lo sviluppo, per determinare occupazione e produttività. I Giochi del Mediterraneo costituiscono un’opportunità enorme per investire in infrastrutture, nella riqualificazione urbana, nella valorizzazione dei beni culturali e nella green economy.
    Sono sicuro che, tutti, faremo bene».
    Quanti e quali impianti sportivi, con i Giochi, sorgeranno a Taranto e in Puglia?
    «Stiamo lavorando per la riqualificazione di una cinquantina fra palazzetti, palestre, stadi ed altri impianti specialistici per le varie discipline.
    Ma coglieremo l’occasione per realizzare la piscina olimpica a Taranto, un centro nautico di eccellenza per vela, canoa e canottaggio sempre nella città dei due mari, per risanare ed implementare gli impianti sportivi del quartiere Salinella e realizzare un complesso polisportivo nel quartiere Paolo VI. Speriamo di aiutare anche altre città pugliesi a migliorare il proprio patrimonio sportivo: penso a Brindisi che potrebbe realizzare il sogno di un Palaeventi e Lecce che avrebbe l’opportunità di rimettere a posto alcuni impianti per renderli di livello internazionale»
    Quasi 30 anni dopo Bari, cosa importerà Taranto di quella esperienza e cosa invece cercherà di cambiare?
    «Bari 1997 è stato un momento bellissimo. Ha lasciato una traccia importante ma sottovalutata, perché la città non venne supportata da tutte le istituzioni in quanto la Regione e lo Stato furono assenti.
    Per Taranto è diverso, la città è consapevole dell’importanza dell’evento e la Regione è vicina alla comunità tarantina non solo a parole ma con impegni concreti».
    Proprio la Regione sta pensando a qualche grande evento sportivo da portare, a medio termine, in Puglia?
    «Ad ottobre sono state riconfermate due tappe del Giro d’Italia, nel 2022 avremo i mondiali di orienteering sul Gargano e stiamo lavorando per organizzare nel 2021 un importante campionato di ciclocross in Salento. In generale pensiamo a grandi eventi legati alla natura come la vela, il rowing, il ciclismo o il triathlon.
    In relazione ai Giochi di Taranto 2026 saranno programmati annualmente appuntamenti di avvicinamento per testare impianti e sistema organizzativo».
    Quale beneficio potranno trarre Taranto e la Puglia nell’allestimento dei Giochi 2026?
    «La promozione e valorizzazione dei cambiamenti in atto. La potenza mediatica di un evento internazionale ci consentirà di raccontare un’altra storia per Taranto e per l’intera regione».
    Si pensa a un testimonial simbolo dei Giochi?
    «Ve ne saranno molti. Chiederemo a tutti i tarantini famosi, e che amano la propria città, di far parte del Comitato d’onore dei Giochi e di promuovere l’evento come momento di riscatto».
    Quali figure coinvolgerà nella macchina organizzativa?
    «Abbiamo in testa molti personaggi di rilievo ma è necessario presentarli a tempo debito lasciando che restino sorprese da scoprire».